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10 ricette di Natale dal mondo

Un modo di viaggiare stando seduti a tavola!
22.12.2020
11 min.
Ecco che si avvicina il Natale e oltre ai regali da mettere sotto l’albero, un altro dolce pensiero che ci solletica è sicuramente il menù delle feste. Cosa portare in tavola e come stupire i nostri cari? C’è chi preferisce i grandi classici della tradizione locale, ma c’è anche chi ama osare e proporre ogni anno ricette diverse.
In Italia il patrimonio gastronomico è particolarmente ricco, ma cosa succede negli altri Paesi? Preparatevi! Noi di Palati a Spasso vi porteremo sulle tavole imbandite di tutto il mondo.

Dieci piatti di Natale: un viaggio culinario nella tradizione del mondo



1. In Inghilterra non è Natale senza il Christmas Pudding, una torta umida a base di frutta e spezie servito con salsa di burro al brandy o crema pasticcera. Tradizione vuole che al suo interno si nascondano delle monetine rivestite con alluminio che porteranno fortuna a chi le troverà nella propria fetta il giorno di Natale. Anche l’agrifoglio posto sulla sua sommità è simbolo di buon auspicio. Ma soprattutto, tradizione vuole che nell’impasto si metta un pezzettino di pudding conservato dal natale precedente!!! È poi ricco di simbologia: contiene 13 ingredienti (come Gesù e i suoi discepoli) e in alcune famiglie è viva la tradizione secondo la quale ogni membro della famiglia dev’essere presente per girare l’impasto, rigorosamente in senso antiorario, da est a ovest, per onorare l’arrivo dei Re Magi.



2. La tavola di Natale in Germania è ricca e corposa. Il piatto più importante è sicuramente il Martinsgang, un arrosto d’oca con ripieno di mele, cipolle e castagne. La sua preparazione richiede ore ed ore di cottura ed è accompagnato da un contorno di cavolo rosso e dai kloesse, grossi gnocchi di patate.



3. In Portogallo esistono numerosissime tradizioni legate a questa festa, che cambiano di regione in regione e anche da paese a paese. Un elemento tipico del Natale portoghese è il fuoco: la notte della Vigilia, infatti, è abitudine accendere un grande falò a simboleggiare il trionfo della luce sull’oscurità. La cena di Natale viene chiamata Consoada, termine che indica un leggero pasto che si assume alla fine di un giorno di digiuno e deriva dal latino “consolare”. Nel nord del Portogallo (Minho, Porto e Guimarães) è d’uso riservare, al tavolo della Consoada, un posto ai familiari recentemente scomparsi, oppure lasciare la tavola imbandita e la luce accesa per tutta la notte.
Sulla tavola il protagonista indiscusso è il baccalà, il piatto nazionale per eccellenza. La ricetta più diffusa è fatta con verza, patate, carote e uova. Dopo il pasto, l’etichetta cristiana detta che si assista alla Messa del Gallo, dove si incontrano gli amici e si scambiano gli auguri con tutta la comunità.



4. La Galette des Rois, invece, è il dolce che unisce le varie regioni della Francia da nord a sud. Viene preparato con la pasta sfoglia ed un ripieno di mandorle, ma la particolarità è al suo interno: per tradizione il più anziano dei presenti taglia tutta la torta a fette mentre il più giovane si nasconde sotto il tavolo, senza sbirciare, prima di assegnare ogni singola fetta agli invitati. In una sola fetta di dolce è nascosto un confetto o una mandorla (originariamente si metteva una fava o un fagiolo) e chi la trova potrà prendere la corona di cartoncino dorato che troneggia sulla galette ed essere il re della giornata! Viene tradizionalmente consumato per l’epifania (ma anche a carnevale). Il suo nome racconta la sua storia: i re sono i magi, e la galette era in origine non un dolce ma piuttosto una galletta di pane tendenzialmente secco. Dalla Francia si è diffusa in tutto il mondo, e oggi si trova nei paesi di lingua tedesca, con il nome di Dreikönigskuchen, in Spagna, dov’è conosciuta come roscón de Reyes, in America Latina, negli USA, dov’è chiamata King cake.



5. Spostandoci nel Sud America, precisamente in Cile, troviamo il Pan de Pascua, una specie di panettone che, a dispetto del nome, si prepara in Dicembre e che pare sia stato introdotto da migranti italiani. Gli ingredienti base sono: farina, burro, zucchero, uova, latte ed è particolarmente ricco di frutta candita, uva passa, noci e mandorle. Il profumo che emana si deve all’aggiunta nell’impasto di scorza tritata di arancia, cannella, chiodi di garofano in polvere e semi di anice. Una vera prelibatezza!


6. Se chiedete ai vostri amici delle Filippine, vi risponderanno probabilmente che il piatto principe del Natale è il Bibingka, una torta di riso dalla consistenza spugnosa preparata con latte di cocco e uova. Viene cucinato adagiato in una foglia di banano disposta all’interno di una terrina e poi ricoperto di burro o formaggio fuso e zucchero. In genere, prima o dopo la messa, le famiglie filippine sono solite fare colazione consumando piatti caratteristici di questo periodo, tra cui proprio il Bibingka, venduto nelle bancarelle fuori dalle chiese stesse.



7. In Messico la ricorrenza che segna l’inizio delle festività natalizie è il 12 Dicembre dove si festeggia la Vergine di Guadalupe: secondo la tradizione cattolica la Vergine apparve ad un indigeno messicano nel 1531, offrendogli amore e protezione. Per tutto il periodo di Natale vengono serviti i Tamales, simili a dei fagottini stufati. Le famiglie sono solite prepararne tre tipi: tamales verdes (con salsa di tomatillo e pollo), tamales rajas (con peperoncino e formaggio) e tamales de mole poblano (con pollo e salsa mole) spesso accompagnati da una bevanda calda (anche questa tipica del Natale), il ponche, preparato con guava, mele, stecche di cannella, baccelli di tamarindo, zucchero di canna e uvetta.


8. Il Natale in Russia (secondo la liturgia ortodossa) si celebra la notte tra il 6 e il 7 Gennaio, il suo festeggiamento era stato proibito durante l’epoca sovietica, ma ora è ritornata ad essere una festa ufficiale e molto sentita. Secondo le antiche tradizioni russe, sotto la tovaglia (rigorosamente bianca) va messo del fieno a ricordare la mangiatoia in cui Gesù venne deposto appena nato; sotto il tavolo, invece, ci deve essere un oggetto di ferro che tutti devono a turno calpestare per trascorrere l’anno in piena forza e salute. Un piatto immancabile è sicuramente l’insalata Olivier, una specie di insalata russa a base di carne (un tempo preparata per lo zar) con colli di tordi, lingue di galli e filetto. Ma esistono anche delle varianti: con chele di granchio, scampi e altri bocconi prelibati serviti insieme ad una ciotola di maionese in cui intingerli.



9. I Lussekatte sono, invece, tipici dolci svedesi che con il loro colore e profumo invadono le panetterie e le pasticcerie della Svezia per tutto il periodo di Natale. Stiamo parlando di panini dolci con zafferano e uvetta dalla peculiare forma ad S, spesso accompagnati da un bicchiere di latte o dal Glogg caldo: una bevanda a base di vino rosso e spezie molto simile al nostro vin brulé.



10. Abeti innevati, laghi ghiacciati e case di legno: come non parlare della Lapponia, casa di Babbo Natale? Momento molto importante del Natale lappone è l’intera giornata della Vigilia: secondo il calendario finlandese il 24 Dicembre è l’onomastico di Adamo ed Eva (oltre ad essere l’ultimo giorno per addobbare l’albero di Natale), a uno dei due viene dedicata la stella posta in cima all’albero. Durante la Vigilia viene celebrato il rituale della “Pace Natalizia”. Come tradizione vuole, la cerimonia viene proclamata a mezzogiorno nella città di Turku, l’antica capitale finlandese, solo dopo le celebrazioni si passa ai festeggiamenti. Ogni famiglia si ritrova con amici e parenti e nel pomeriggio inizia a preparare quello che sarà il vero cenone delle festività, la cena della Vigilia.
Nel menù delle feste non manca mai il porridge di riso, fatto principalmente con latte e zucchero. Tradizione vuole che, all’interno della zuppiera del porridge, venga nascosta una mandorla: attenzione perché chi la trova nel piatto potrebbe sposarsi nel giro di un anno!


La lista delle tradizioni culinarie natalizie è lunga, e potremmo continuare ancora per molto. Certo è che, in un periodo come questo dove gli spostamenti sono davvero limitati, l’idea di portare in tavola ricette dal mondo sarebbe un buon modo di viaggiare… almeno con la fantasia!
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